COMUNE DI POZZAGLIO ED UNITI

Via Roma, 37 - 26010 POZZAGLIO (Cr)
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LA NOSTRA STORIA

LE ISTITUZIONI STORICHE DEL
COMUNE DI POZZAGLIO ED UNITI
TRA IL XIV E IL XIX SECOLO

 Il Comune di Pozzaglio ed Uniti è il frutto dell'aggregazione delle attuali Frazioni di Casalsigone, Solarolo del Persico, Castelnuovo Gherardi, Villanuova e Brazzuoli che nei secoli scorsi erano tutte sede di Comune.

 

 COMUNE DI POZZAGLIO

Pozzaglio e situato a breve distanza da Cremona, a 50 m. s.l.m., a lato della Strada Provinciale ex Strada Statale n. 45 bis che dalla città conduce a Brescia, l'antica "Brixiensis", uno dei cardini fondamentali della centuriazione romana della zona.

IL NOME - E' opinione comune che il toponimo rivelerebbe che l'area ricoperta da paludi fosse in epoca remota cosparsa da bacini d'acqua in seguito completamente bonificati, anche se i padri Barnabiti che ressero la chiesa parrocchiale a partire dal 1571 sono di diverso avviso, avanzando l'ipotesi che il paese abbia preso il nome da un pozzo di proprietà della Congregazione, situato in una pezza di terra con case, piazza ed orti chiamata il Cortile di Brusalupo. (la zona corrispondente alla Via del Brolo, davanti alla piazza della chiesa).

LA SORIA - La località fu insediamento romano e nel secolo XI era feudo imperiale governato e amministrato dai Vescovi-Conti (come attesta un documento del 1034).
E' certo che nel 1385 Pozzaglio era pieve (chiesa rurale battesimale matrice di tutte le altre chiese del distretto) ed aveva sotto di sé le chiese di Casalsigone, Castelnuovo Gherardi, Barbiselle e Villasco. La chiesa si trovava nell'angolo del campo San Cristoforo davanti all'attuale cimitero.
Pozzaglio è citato negli elenchi dei Comuni del contado di Cremona nel 1562 e nel 1634.
La confraternita degli Umiliati (ordine soppresso nel 1570) del Convento di S. Giacomo in Cremona possedeva in Pozzaglio una casa padronale con terreni e chiesa parrocchiale, nel 1566 il preposto Luigi Bescapè affittò le circa 1350 pertiche di terra in parte a Nicolao de Gerenzanis per la maggior parte e circa 304 a Nicolao della Fossa.
La vita religiosa era assicurata da un sacerdote diocesano "curato" don Antonio de Clamacoris già da vent'anni.
I Padri Barnabiti subentrarono nella gestione il 19 maggio 1570 ed affittarono il terreno a Giuseppe Cerruto Cremonese il 27 giugno 1751, per nove anni, in seguito un Padre Barnabita si insediò a Pozzaglio insieme ad uno o due fratelli conversi del Collegio di Cremona.
Nel "compartimento territoriale specificante le cassine" del 1751, Pozzaglio era una comunità di 358 anime della provincia superiore del Contado Cremonese, era un Comune infeudato amministrato dal deputato , dal cancelliere e dal console, mentre il consiglio, costituito da tutti gli iscritti all'estimo rurale, si riuniva solo per eleggere gli ufficiali del Comune e per motivi di particolare importanza. Al cancelliere residente in loco, era affidata la redazione delle pubbliche scritture e la custodia dei documenti del Comune, la comunità nominava anche al pubblico incanto il tesoriere al quale era affidata la custodia delle pubbliche scritture.
Il 26 maggio 1587 il Padre Domenico Boerio, preposto del Collegio di San Giacomo e Vincenzo di Cremona, pose solennemente la prima pietra per la costruzione della chiesa attuale, utilizzando anche il materiale dell'antica pieve. La nuova chiesa fu consacrata il giorno 6 settembre 1592 e dedicata, come l'antica, a San Lorenzo Martire.
Pozzaglio ricoprì un ruolo importante nelle vicende storiche del 1647-48, quando diventò sede del Quartier Generale spagnolo durante l'assedio della città da parte degli eserciti di Francia, Savoia e Modena.
Nel compartimento territoriale di Milano con editto del 10 giugno 1757 e nel compartimento della Lombardia austriaca pubblicato con editto del 26 settembre 1786, Pozzaglio risulta inserito nella delegazione VII della provincia superiore di Cremona.
Secondo la legge emanata in data 1° maggio 1798 Pozzaglio era uno dei Comuni del distretto XIV di Casalbuttano del dipartimento dell'Alto Po e nella Repubblica Cisalpina con legge emanata il 13 maggio 1801, era uno dei 142 comuni del distretto I di Cremona del compartimento dell'Alto Po.
Con decreto emanato in data 8 giugno 1805 il Comune di Pozzaglio in applicazione della legge del 24 luglio 1802 e in virtù dei 375 abitanti fu classificato come Comune di III classe e venne incluso nel cantone IV di Casalbuttano del distretto I di Cremona del compartimento dell'Alto Po.
In attuazione del decreto 14 luglio 1807 il 1 gennaio 1810 fu concentrato nel Comune di Corte de Frati e nel 1816 era un Comune del distretto V di Robecco.
Nel 1853 Pozzaglio, Comune con convocato e con popolazione di 553 abitanti, era incluso nel del distretto IV di Robecco della Provincia di Cremona.
Il Comune venne soppresso con Regio Decreto del 22-12-1867 e aggregato al Comune di Casalsigone ed Uniti a partire dal 1 gennaio 1868.

REGIO DECRETO 4144 - Soppressione dei comuni di Pozzaglio e Solarolo del Persico

- Pubblicato nella gazzetta ufficiale del 8 gennaio 1868 -

VITTORIO EMANUELE II, RE D'ITALIA.

Sulla proposta del ministro dell'interno; - viste le deliberazioni emesse dai consigli comunali di Pozzaglio, Solarolo del Persico e Casalsigone ed Uniti nelle adunanze del 14 dicembre 1865 e 14 aprile ultimo, nonché quelle del consiglio provinciale di Cremona in data 30 gennaio scorso; - visti gli articoli 13 e 14 della legge sull'amministrazione comunale e provinciale in data 20 marzo 1865; - abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1. A partire dal 1 gennaio 1868 i Comuni di Pozzaglio e Solarolo del Persico sono soppressi, ed aggregati a quello di Casalsigone ed Uniti.
Art. 2 Fino alla ricostituzione del novello consiglio comunale, cui si procederà a cura del prefetto della provincia nei modi di legge, gli attuali consigli comunali di Pozzaglio, Solarolo del Persico e Casalsigone ed Uniti continueranno ad esercitare le loro attribuzioni, curando però di non vincolare in modo alcuno l'azione della futura rappresentanza.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Firenze, addì 22 dicembre 1867.

VITTORIO EMANUELE
GUALTIERO

 

 

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